La pianta di oggi l’Erica

La pianta di oggi l’Erica

L’Erica è costituita da centinaia di specie di piccoli arbusti, diffusi in gran parte dell’Africa, fino al mediterraneo e in Europa; con questo termine, oltre alle molte specie di erica, si indica volgarmente anche l’unica specie esistente di calluna, calluna vulgaris, una piccola pianta strettamente imparentata con l’erica, a cui somiglia fortemente.

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Visto il numero di specie, è chiaro che esistono eriche assai differenti tra loro; la gran parte delle eriche è costituita da piante tappezzanti, che non superano i 25-35 cm di altezza; esistono però specie più grandi, che possono raggiunge i 150-180 cm di altezza , come l’Erica arborea.

Cestini con erica
Cestini con erica

Tutte le specie (compresa la calluna) ha foglie simili ad aghi, sottili ed acuminate, leggermente carnose, portate da fusti sottili, semi legnosi, scarsamente ramificati; in autunno o in primavera le piante si ricoprono di una densa fioritura, presente all’ascella fogliare o all’apice dei rami.

erica
Immagine di pianta di erica

I fiori di erica sono minuti, in genere campanulati, costituiti da una corolla quasi cilindrica, di colore bianco, rosa, rosso, porpora. Il fiore più grande è quello dell’Erica mammosa, che può raggiungere alcuni centimetri di lunghezza. L’Erica è diffusa in Italia, sia nei giardini, come pianta ornamentale, sia nel sottobosco o nei pressi delle zone umide.

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Erica arborea
Arbusto sempreverde, molto presente nelle zone collinari del nostro paese; questa specie di erica ha crescita molto lenta e può raggiungere i 3-4 metri di altezza, divenendo un vero e proprio albero, anche se comunemente gli arbusti di erica arborea non superano i due metri. Ha foglie minute, scure, spesso riunite in gruppi di due o di tre. I minuscoli fiori sbocciano tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, e sono di colore bianco, molto profumati. I fusti sono eretti, ben ramificati, e hanno colore rossastro. Il legno di erica arborea viene comunemente chiamato radica, e viene utilizzato per produrre pipe, in quanto è molto duro e presenta una naturale colorazione molto gradevole. Erica arborea si sviluppa sia in terreni leggermente acidi, sia in terreni leggermente calcarei.

erica
Cestino con erica

Erica scoparia
Si tratta di una delle specie di eriche meno decorative, in quanto la fioritura è di colore verdastro, e spesso si confonde tra le foglie, aghiformi, di colore verde chiaro, leggermente carnose; anche questa specie è di grandi dimensioni, e può raggiungere i due o tre metri di altezza; spesso costituisce ampie macchie, in cui è presente anche Erica arborea. Il nome deriva dal fatto che anticamente i rami di erica, semplicemente legati tra loro, venivano utilizzati per produrre scope. I rami venivano utilizzati anche come copertura dei tetti. Sono piante presenti naturalmente nella macchia mediterranea, molto resistenti alla siccità, al caldo ed al vento, adatte a vivere anche nelle zone lungo i litorali.

Cassetta di piante con bottiglia di vino per un anniversario di matrimonio
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Erica carnea
Erica diffusa in natura anche in Italia, tende a svilupparsi preferibilmente in terreni calcarei; si tratta di un minuscolo arbusto sempreverde, diramante, che non supera i 25-30 cm di altezza; la vegetazione è fitta, e ricoperta da minuscole foglioline aghiformi, di colore verde scuro. A fine inverno, queste eriche producono una bella fioritura d colore bianco o crema, ma in vivaio possiamo facilmente trovare eriche di colore vario, in genere nei toni del rosa. Spesso le piantine di erica carnea vengono colorate artificialmente, e quindi possono avere fiori blu, arancioni, verdi, viola; altrettanto spesso è possibile trovare in vivaio piantine forzate, già in fiore in ottobre o novembre. Ha uno sviluppo abbastanza rapido e forte resistenza al freddo, è quindi molto adatta per la coltivazione in giardino, possibilmente in una zona umida e fresca.

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Erica mammosa
Questa specie, tra le più decorative, è originaria dell’Africa meridionale; non sopporta temperature invernali inferiori ai 5°C, e quindi viene in genere coltivata in vaso. Presenta fusti eretti, sottili, che possono raggiungere il metro di altezza; il fogliame è minuto e compatto, di colore verde chiaro; per tutto l’inverno e la primavera, all’apice dei fusti e all’ascella delle foglie sbocciano grandi fiori tubolari, di colore rosso, rosa, bianco, arancione. Erica decisamente molto decorativa, anche se tra le più delicate; è abbastanza facile da reperire in vivaio e abbastanza semplice da coltivare, a patto di avere un luogo semiombreggiato e fresco, ma non eccessivamente freddo, o soggetto al gelo.

Erica ciliaris
Specie diffusa nelle isole britanniche; produce piccoli tappeti, alti al massimo 45-50 cm, con fogliame denso e compatto e fusti sottili, eretti; all’apice dei fusti sbocciano piccoli fiori campanulati, di colore rosato. Pianta di facile coltivazione e di sviluppo abbastanza rapido, ama luoghi freschi e umidi, e la fioritura avviene durante i mesi più freschi dell’anno. Abbastanza diffusa in natura, erica ciliaris è disponibile anche in vivaio.

Calluna vulgaris
Anche detta brugo, la calluna viene comunemente venduta come erica, viste le forti somiglianze con quest’ultima; molto simile all’erica carnea, la calluna produce ampi cespi compatti, alti fin a 45-55 cm, con fogliame sottile, aghiforme, di colore verde brillante. I fiori sbocciano in inverno e primavera, e sono di colore rosato o bianco. La calluna differisce dall’erica principalmente per le dimensioni del fogliame, e per i fiori, che presentano quattro petali uniti a formare una sora di minuscolo cilindro; mentre l’erica presenta cinque petali.

Coltivare l’Erica
In vivaio troviamo di solito varietà ibride di erica, derivate principalmente dalle specie sud africane; questo perché, nonostante si dimostrino meno resistenti al freddo, la fioritura è assai precoce, ed è quindi semplice ottenere i fiori già all’inizio dell’autunno. Queste varietà però sono spesso molto delicate, e temono temperature inferiori ai 5°C; quando acquistiamo una piccola pianta di erica quindi, non diamo per scontato che resista al gelo, e chiediamo informazioni al vivaista. La gran parte delle specie e varietà di erica sono piante acidofile, vanno quindi coltivate in un terreno per piante acidofile, ed annaffiate, possibilmente, con acqua che non contenga calcare; se non siamo in grado di fornire acqua demineralizzata, periodicamente forniamo alle piantine del concime rinverdente, che ripristinerà nel terreno una giusta quantità di ferro biodisponibile per le piante. L’erica da giardino è tipicamente una pianta che ama il fresco e l’umidità, e teme la siccità ed il forte calore; Infatti, questi piccoli arbusti sempreverdi, tendono a svilupparsi durante i mesi freschi, da settembre fino ad aprile, e ad avere un periodo di riposo vegetativo all’arrivo del caldo. Quindi, contrariamente a quanto avviene per la gran parte elle altre piante, le nostre cure dovranno essere più assidue in autunno e in inverno. Le annaffiature devono essere molto regolari, garantendo un terreno sempre fresco e umido, ma non inzuppato di acqua. Per evitare ristagni, aggiungiamo un poco di sabbia al terriccio per piante acidofile, in modo da aumentarne il drenaggio. Le eriche da giardino possono venire coltivate tranquillamente anche in vaso, si tratta infatti di varietà tappezzanti, che tendono a produrre un apparato radicale abbastanza contenuto. Più viviamo in un luogo caldo e più dovremo posizionare le piante in ombra, in quanto il sole cocente del meridione d’Italia non gioca alle piccole piante. Dopo la fioritura andremo a potare le piante, accorciando tutti i fusti che portano i fiori appassiti; cerchiamo di potare le piante in primavera, subito dopo la fioritura, in quanto queste piante fioriscono sui rami dell’anno precedente, e producono i boccioli floreali già in estate; per questo motivo, una potatura tardiva potrebbe asportare la gran parte della fioritura.

Parassiti e malattie
Generalmente l’erica muore a causa di errate condizioni di coltivazione, che favoriscono lo svilupparsi di muffe e marciumi. Un terreno asfittico, sempre bagnato, con acqua stagnante, soffoca l’apparato radicale. Posizioni eccessivamente soleggiate, in stagioni con clima caldo, possono portare al totale disseccamento della parte aerea, con conseguente morte dell’intero arbusto. Un clima assai asciutto favorisce lo svilupparsi di parassiti quali cocciniglie e acari, che rovinano il fogliame vistosamente.Condizioni di coltivazione con forte umidità e scarsa ventilazione possono favorire lo sviluppo della botrite, una muffa grigiastra che rovina irreparabilmente la vegetazione. Molte eriche poi muoiono a causa di scarse annaffiature, soprattutto se posizionate in luogo molto soleggiato; questo fatto è spesso dovuto al modo in cui vengono coltivate in vivaio; spesso le piante vengono forzate a fiorire all’inizio dell’autunno, con posizionamento in serre con clima particolare, spesso diverso da quello presente in natura. Per questo motivo, capita spesso che piccole piante di erica muoiano dopo pochi giorni, in modo apparentemente immotivato. Altro motivo di sofferenza per le eriche è la clorosi: la coltivazione delle specie acidofile in un terreno calcareo ne causa il rapido scolorimento, e in seguito forti sofferenze, che possono portare a carenza di germogli e anche alla morte delle piccole piante.

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