Sposarsi ad Arquà Petrarca

Sposarsi ad Arquà Petrarca uno dei borghi più belli d’Italia.

Uno scorcio di Arquà Petrarca
Uno scorcio di Arquà Petrarca
Tavolo sposi con fiori lilla
Tavolo sposi con fiori lilla presso il ristorante Miravalle
Angolo confettata color lilla
Angolo confettata color lilla presso il ristorante Miravalle ad Arquà Petrarca

Scegliere di sposarsi ad Arqua’ Petrarca è una favola per chi ama un matrimonio a tema storico in un borgo medievale che conserva immutato il fascino di un tempo, decretato la perla dei Colli Euganei. Per il suo splendore Arquà Petrarca è stata ammessa nel  club dei Borghi più Belli d’Italia.

la chiesa di Arquà Petrarca
La bellezza di Arquà Petrarca è degna dell’amore più romantico, impreziosito dalla cornice ricca ed autentica di un borgo veneto di altre epoche.

Sposarsi ad Arquà Petrarca

Il borgo di Arquà Petrarca emana un’energia senza pari, racchiude nei suoi scorci visivi, nelle sue strade lastricate di pietra antica, nei suoi panorami mozzafiato, una magia particolare che lo rendono una location straordinaria per un evento come quello di un matrimonio per l’appunto.
A 40 minuti da Vicenza e 30 minuti da Padova è il luogo ideale per celebrare il proprio matrimonio per chi vuole dare uno stile romantico e raffinato alla location delle sue nozze.fiori matrimonio Padova online
Abitato fin dai tempi romani, Arquà acquistò importanza dopo che Francesco Petrarca, sommo poeta della lingua italiana, desiderò trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella caratteristica quiete del luogo. Il paese conserva la casa e la tomba con le spoglie. Il richiamo alla memoria del poeta favorì nei secoli successivi il sorgere di case e ville di molte famiglie venete, che costituiscono oggi un patrimonio artistico ed architettonico degno di essere visitato e rivisitato con religiosa attenzione.

Un matrimonio ad Arquà Petrarca è l’ideale per chi ama un matrimonio storico, romantico e poetico e perché no che riporti allo stile medioevale.

Ci sono ottimi ristoranti per il matrimonio ad Aquà per il vostro ricevimento, uno di questi è Val Pomaro appena fuori dal borgo ma immerso nel verde e con una parete della sala di ricevimento dedicata proprio al Petrarca. Salendo lungo il colle che porta all’incantevole borgo di Arquà Petrarca, è facile raggiungere questo splendido ristorante fra il verde degli ulivi. Ambiente elegante, dal 1957 gestito dai proprietari, oggi come allora, propone ricette di un tempo rivisitate usando prodotti propri come le verdure dell’orto, il vino, l’olio, i salumi, la pasta, il pane e i dolci, quotidianamente prodotti in sintonia con le stagionalità. Il ristorante vi aspetta per le vostre giornate importanti, come matrimoni e feste nell’ampia sala, e cene a lume di candela riscaldate dal calore del caminetto in quella più piccola e interna. Nel periodo estivo si può pranzare nella splendida terrazza.

Poi vi troviamo il ristorante il Canzoniere  posto nel cuore del Parco dei Colli Euganei è circondato da vegetazione locale e mediterranea: ulivi e pini marittimi, alberi da frutto, melograni, e vi soprenderà con i suoi colori in ogni stagione.IMG_5225 IMG_5224 IMG_5223 un matrimonio al Canzoniere ad arquà Petrarca

 

Di seguito il Miravalle  con Banchetti e pranzi di nozze in una location romantica ed esclusiva. Affidati a chi ha fatto del matrimonio un mestiere e una passione e dalla Montanella elegante e raffinato, il ristorante è situato nel parco dei Colli Euganei vicinissimo al centro del paese; si presenta come uno chalet al centro di un grande giardino con aiuole colorate, olivi secolari, prati verdi e una terrazza con vista panoramica impareggiabile.

Tutti ristoranti vicini al luogo dove voi sposi vi assenterete per  un’oretta,  giusto il tempo del servizio fotografico.

Vi lascio una dedica di Francesco Petrarca:

Benedetto sia ‘l giorno, et ‘l mese, et l’anno,
et la stagione, e ‘l tempo, et l’ora, e ‘l punto,
e ‘l bel paese, e ‘l loco ov’io fui giunto
da’duo begli occhi che legato m’ànno;
et benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ ebbi ad esser con Amor congiunto,
et l’arco, et le saette ond’i’ fui punto,
et le piaghe che ‘nfin al cor mi vanno.
Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia donna ò sparte,
e i sospiri, et le lagrime, e ‘l desio;
et benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ‘l pensier mio,
ch’è sol di lei, sí ch’altra non v’à parte.

F.Petrarca

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